Considerazioni dell’autore

“Lo scopo precipuo di uno scrittore dovrebbe essere quello di scandagliare i recessi dell’animo.

Di comprendere le inquietudini, i dissapori, le insofferenze e i malcontenti dell’essere umano.

Per riuscire, così, a mettere a nudo la sua vera natura.

Con le sue luci e le sue ombre, le sue certezze e i suoi timori.

Lo scrittore inteso come singolare reporter degli stati d’animo della gente comune.

Il quale non deve arrovellarsi per confutare assurde argomentazioni, o per risolvere enigmi esistenziali, ma deve, invece, descrivere l’individuo per quello che è realmente nella sua quotidianità.

Chi scrive per mestiere non dovrebbe affatto sforzarsi di insegnare a vivere, ma limitarsi a raccontare la vita e le sue vicissitudini con onesta’ intellettuale.

Come non dovrebbe mai arrogarsi il diritto di  esprimere giudizi  né, tanto meno, di emettere sentenze.

Il bene e il male albergano in ciascuno di noi, e, che lo si voglia o meno, governano la nostra esistenza.

E nessuno può ergersi a profeta  e presumere di poter indicare la “retta via”.

Luigi G. Carriero.